01/10/2026 11:34
Undersecretary of State to the Presidency of the Council of Ministers Alfredo Mantovano, Minister of Economy and Finance Giancarlo Giorgetti, Minister for the Family, Birth Rate and Equal Opportunities Eugenia Roccella, Minister for Disabilities Alessandra Locatelli, and Undersecretary of State to the Ministry of Education and Merit Paola Frassinetti met today at Palazzo Chigi with a delegation from the network of ‘Ditelo sui tetti’ associations and a delegation from the ‘Forum delle Associazioni familiari’, headed by their respective Presidents, Domenico Menorello and Adriano Bordignon. Representatives of the Vice-Presidents of the Council of Ministers, the Ministry of Labour and Social Policies and the Ministry of Health were also present.
The meeting, the fifth held since 2022, provided an opportunity to review the measures the Government has adopted to support families, the birth rate and the most vulnerable as well as to discuss upcoming pieces of legislation, starting with the draft budget law for 2027.
Undersecretary of State Mantovano and the Government representatives highlighted how the family and the birth rate have been priorities ever since entering office. Over these years, the Government has introduced, among other things, an increase to the ‘assegno unico universale’ [‘universal single allowance’], a €1,000 ‘newborn bonus’ payment, a bonus for working mothers and a lowering of tax and social security contributions for mothers with more than one child. It has also increased the allowance for three months of parental leave to 80% of earnings and has boosted the bonus payment for nursery care. Other measures include a review of the ‘ISEE’ [‘Equivalent Economic Situation Indicator’] to reduce the weighting of the main place of residence and support large families, tax deductions that take into account the composition of households, the ‘Dedicated to you’ card for the purchase of essential food items, contributions for families that enrol their children in state-approved private schools and a housing support fund for separated parents. Parliament is currently examining the Government’s draft law on acknowledging and protecting family caregivers and a reform has been initiated regarding care for the elderly, providing for a universal allowance for those who are not self-sufficient. Resources have also been increased for palliative care, including at home, and for the fight against addiction.
The associations expressed their appreciation for the work carried out so far by the Government and put forward their own proposals. In particular, they asked for stronger support measures for young couples, large families and freedom of education, including through a further ISEE review. They also called for broader tax relief on employer-provided benefits; rapid approval of the draft law on family caregivers, with a particular focus on those living in the same household; an extension of palliative care to also include non-cancer patients and home care; a roll-out of continuous care models for people with severe disabilities.
Undersecretary of State Mantovano and the Government representatives thanked the associations for contributing their ideas and for their daily work to support individuals and families, assuring them that their proposals would be taken into consideration in drawing up the budget, within the limits of the resources available, and that the dialogue would continue over the coming weeks. Lastly, they stressed the value of the Government’s stability and continuity of action, inviting the associations to also put their requests forward to the other institutional bodies involved in drawing up fiscal, health and welfare policies at the European level and at the regional and local levels, in order to strengthen the actions already taken by the Government in those arenas.
Lingua
Inglese
Fonte: Il Governo
Meeting held at Palazzo Chigi on measures for families, young people and the vulnerable [PHOTO]
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30/09/2026 18:41
Di seguito, la trascrizione dell'intervista del Presidente con Roberto Papetti, Direttore editoriale della testata.
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Direttore Papetti: Buonasera Presidente. Grazie di aver trovato nella sua agenda nutritissima un po' di tempo per questa conversazione. Sono tre le parole che rappresentano un po' il filo rosso di questa nostra giornata: imprese, Europa e futuro.
Imprese. Qui ci sono molti imprenditori. Siamo alla vigilia di una manovra finanziaria, l'ultima di questa legislatura, in un contesto internazionale, se ne è già parlato, molto complesso. Cosa può attendersi, le chiedo, il sistema delle imprese, in particolare quello manifatturiero del NordEst da questa manovra finanziaria, anche alla luce dei recenti dati sul deficit, che in una certa misura restringono i vostri margini di manovra.
Presidente Meloni: Direttore, intanto grazie ancora per l'invito, complimenti a lei a Il Gazzettino per aver promosso questa iniziativa. Ascoltavo scampoli della conversazione con Luca Zaia - che ringrazio e saluto, insieme a tutte le autorità che sono presenti - e mi pare una discussione molto focalizzata sulle sfide che un territorio come il NordEst d'Italia è chiamato ad affrontare in questo tempo. Tema molto importante per tutti noi perché noi parliamo di un territorio - lo voglio dire - particolarmente dinamico, rappresenta uno dei motori più performanti dell'economia nazionale. E quindi intanto mi consenta di ringraziare questi imprenditori, i loro lavoratori, per il contributo che assicurano ogni giorno alla forza, alla solidità della nostra Nazione, alla competitività sui mercati per l'Italia. E poi mi consenta, sempre in apertura, di unirmi ai complimenti per il traguardo che lei, Direttore, ha raggiunto: dirigere un giornale per vent'anni non è un primato comunissimo, e ovviamente Il Gazzettino in questi anni è anche cresciuto molto, si è affermato come una voce assolutamente autorevole dell'informazione italiana. Quindi le faccio i miei complimenti. Chiaramente ho letto che, in ogni caso, non lascia la famiglia, ma continuerà a dare il suo contributo. Quindi buon proseguimento e ovviamente in bocca al lupo a chi ha raccolto il suo testimone e quindi al Direttore De Paolini.
Dopodiché, volentieri rispondo alla sua domanda. Lei ricordava correttamente, Direttore, che noi stiamo vivendo in una delle congiunture più complesse e difficili degli ultimi decenni. Mi è capitato di dire in altre occasioni che noi siamo nel mezzo di una policrisi, cioè affrontiamo nello stesso momento crisi molteplici, sempre diverse tra loro e a volte lontane tra loro, che però si sommano e finiscono addirittura per alimentarsi a vicenda, con impatti che sono inevitabilmente molto significativi sulle nostre società. E in questo mondo, in questa policrisi, dobbiamo innestare anche tutti i temi dell'innovazione. Lo dico perché ascoltavo - come dicevo - scampoli della conversazione che avevate con Luca Zaia relativa all'intelligenza artificiale. E mi permetto di inserirmi velocemente anche su questa materia, perché era molto efficace e io condivido assolutamente quello che Zaia diceva sul come è evoluta la professione di medico tra il salasso e la risonanza magnetica. Il tema però non è solamente questo, il tema è anche quali sono i rischi connessi a qualcosa che corre molto più velocemente di noi e che a volte sembra sicuramente correre più velocemente della politica, e quindi anche di un sistema di regole che si deve adeguare a un mondo che cambia.
Il tema vero, che mi pare non si stia adeguatamente affrontando nell'approccio con l'intelligenza artificiale, è il tema della responsabilità. È un tema che io mi sono permessa di porre al tavolo con i maggiori sviluppatori di intelligenza artificiale durante l'ultimo G7. Quando tu hai un AI agent che non smette di fare cose quando tu smetti di dare degli input perché deve raggiungere l'obiettivo finale che tu gli hai dato, e quell'AI agent dà indicazioni ad altri AI agent, e tutto quello che tu non hai specificato quell'AI agent non lo fa, se qualcosa nel sistema salta, di chi è la responsabilità? Di chi ha dato l'input? Dello sviluppatore? Della piattaforma? Di chi? Queste sono domande a cui noi non siamo ancora stati in grado di dare delle risposte e portano con sé dei rischi enormi. Per non parlare dell'impatto sul mercato del lavoro, per non parlare dell'impatto sulle democrazie di un mondo nel quale noi rischiamo di non distinguere più che cosa sia vero da quello che non lo è, perché la democrazia si basa su questo. E se noi non distinguiamo più il giudizio della persona per quello che la persona fa, dal giudizio della persona per quello che della persona viene raccontato, noi avremo un problema enorme nella nostra libertà di scegliere per esempio i nostri rappresentanti.
Chiudo la parentesi, solo per ricordare quanto sia complesso il mondo nel quale noi ci muoviamo, cioè non è un tempo nel quale è semplice governare. Però la prima cosa che secondo me si deve provare a fare quando si è chiamati a governare in un tempo come questo è agire con senso di responsabilità. Quindi partire dalle priorità giuste è un po' la scelta che questo Governo ha fatto fin dall'inizio: concentrare gran parte delle poche risorse che aveva a disposizione, atteso che noi abbiamo ereditato una situazione dei conti tutt'altro che rosea, dedicare quelle poche risorse alle priorità reali che per noi erano soprattutto le famiglie che si trovavano maggiormente in difficoltà, i lavoratori, il tessuto produttivo, incentivando chi assumeva e chi produceva in Italia. Abbiamo utilizzato quelle risorse per tagliare le tasse sul lavoro e sulle imprese, con misure che si sono rivelate efficaci. Ricordo la super deduzione al 120 per cento del costo del lavoro sui neoassunti. Ricordo l'iperammortamento che vale fino al 2028. Ricordo il rifinanziamento della Nuova Sabatini. Ricordo i diversi esoneri contributivi che abbiamo attivato per spingere le assunzioni, che hanno dato risultati importanti perché lo vediamo ogni giorno nei dati incoraggianti che registriamo sull'occupazione. Ci siamo occupati di un altro un'altra grande priorità che era difendere il potere d'acquisto, la dinamica salariale. E qui basterebbe ricordare l'abbattimento del cuneo, la detassazione degli aumenti contrattuali, misura che vorremmo prorogare nell'attuale Legge di bilancio. Volevamo aiutare i lavoratori a migliorare il loro salario, altra cosa che chiaramente sta a cuore a noi, come sta a cuore agli imprenditori. Ora, chiaramente, lei mi chiede sostanzialmente che cosa accadrà con la prossima manovra, che cosa devono aspettarsi le imprese del NordEst. Io ovviamente capisco, Direttore, l'indole del giornalista, non posso anticiparle molto perché noi siamo all'inizio del lavoro che ci porterà a definire le misure che comporranno la Legge di bilancio. Notoriamente non è un lavoro facile e non è neanche un lavoro veloce. Quello che posso darle per certo è che continueremo nella direzione che abbiamo intrapreso fino ad ora, perché noi abbiamo seguito sempre la stessa logica in questi anni, cioè aggiungere anno dopo anno un tassello di più alla stessa strategia. E quella strategia si è sempre concentrata su salari e difesa del potere d'acquisto, sostegno alle imprese, protezione della famiglia e incentivo alla natalità e salute. Posso dirle, oltre alla Legge di bilancio, che tra i molti dossier che noi abbiamo sul tavolo, uno dei principali su cui stiamo lavorando riguarda la maggiore flessibilità che abbiamo ottenuto in Europa per far fronte alla crisi energetica. Parliamo, come lei sa, di una disponibilità che vale complessivamente oltre 14 miliardi di euro in due anni. Sono risorse molto importanti che vogliamo utilizzare particolarmente per abbassare in modo strutturale i prezzi dell'energia per le imprese, che per me un'altra priorità assoluta. C'è poi il tema dell'estensione della ZES Unica - e concludo: anche questo mi pare atteso e attenzionato anche dalle imprese del Nord. L'obiettivo che abbiamo è estendere in prima battuta soprattutto le semplificazioni che oggi sono previste dalla ZES Unica, cioè consentire a chi vuole investire di farlo in modo semplice e immediato: Con la Zona Economica Speciale un imprenditore che voglia investire non deve più girare per uffici, non aspetta anni, non sta lì a pregare per avere un timbro, ha un solo sportello e tempi certi. Noi pensiamo che questa misura possa fare la differenza in territori che sono intraprendenti come quello al quale mi sto rivolgendo oggi. Contiamo di portare la norma in uno dei prossimi Consigli dei Ministri e, se posso permettermi, una volta tanto dovrebbe anche essere approvata velocemente, perché ho sentito che anche l'opposizione dice di essere d'accordo, cosa che non accade molto spesso. Quindi spero che non cambino idea ma, in ogni caso, noi ci siamo come ci siamo stati finora per chi produce ricchezza e crea lavoro, senza invadenza però con buona fede e con determinazione
Direttore Papetti: Presidente lei capisce l'indole dei giornalisti, io naturalmente capisco le esigenze del Presidente del Consiglio, ma il nostro dovere è anche fare delle domande. Lei ha citato l'Europa, il rapporto non è semplice, non lo è mai stato. Nei giorni scorsi il Presidente degli Industriali, proprio qua a Vicenza, ha usato su questo tema delle parole molto forti. Ha detto “questa non è l'Europa che vogliamo, dobbiamo svegliarci”. Le chiedo, è d'accordo? E se dobbiamo svegliarci, dobbiamo svegliarci per far cosa?
Presidente Meloni: Dobbiamo svegliarci per costruire un'Europa meno ideologica, che sappia adattare le sue priorità a un contesto che cambia intorno a lei, che sappia approcciare i propri obiettivi con maggiore pragmatismo, che sappia ascoltare meglio i bisogni che arrivano dal territorio, le specificità di quei territori. Che sappia, ad esempio, senza rinunciare per carità ad alcune sfide che ha deciso di affrontare, fare i conti con il fatto che alcune misure invece di risolvere dei problemi hanno finito per rischiare di crearne. Ora, sono materie delle quali mi sono occupata anche oggi, anche ieri: penso alla vicenda annosa che riguarda appunto molte imprese e che il governo italiano porta avanti da molto tempo, che è la vicenda degli ETS. Anche qui, lo dico per usare un esempio, è una questione che il governo italiano pone da tempo, sulla quale secondo me in Europa si continua a non percepire l'urgenza. Perché noi abbiamo un sistema, che è quello dello scambio delle quote di emissione, che ha assolutamente bisogno di essere rivisto profondamente, che ha bisogno di essere rivisto come tutti capiscono, perché è stato deciso dal Consiglio europeo che debba essere rivisto. Dopodiché, però, dopo che noi ne abbiamo discusso per mesi, ci ritroviamo con una proposta di revisione che secondo me è totalmente insufficiente. E non ce lo possiamo più permettere. Non ce lo possiamo permettere in una fase particolare come quella nella quale stiamo vivendo, perché noi non possiamo continuare a gravare con una extra tassazione ambientale sulle nostre imprese manifatturiere, danneggiandole ulteriormente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli. E non capirlo significa banalmente condannare l'Europa alla deindustrializzazione ed è una scelta alla quale io personalmente non mi arrendo.
Quindi, che cosa stiamo facendo? Lei sa, e spero che lo sappiano tutti in questa sala, che l'Italia conduce da molto tempo questa battaglia. Stiamo cercando di allargare il fronte dei Paesi che chiedono interventi molto più radicali su ETS a difesa della nostra industria, a difesa della competitività europea. È il senso del lavoro che ho fatto anche ieri con la Repubblica Ceca. Lei sa che ieri ero a Praga a occuparmi anche di questo. Insieme al Primo Ministro Babiš abbiamo messo a punto un pacchetto di proposte concrete - senza adesso entrare troppo nel tecnicismo, perché sono temi veramente impossibili - che riguardano la modifica al funzionamento della Market Stability Reserve, una maggiore tutela dei settori più esposti, il tema dell'entrata in vigore dell'ETS2. L'obiettivo è portare punti concreti, idee concrete al prossimo Consiglio europeo, e cercare di costruire il consenso più ampio sulla necessità di intervenire rapidamente. E ho fatto un tema, che però è un tema fondamentale, perché noi possiamo continuare a parlare quanto vogliamo di costo dell'energia, ma se poi ci diamo la zappa sui piedi da soli è molto difficile. Poi, allargando il campo, sempre sul tema energia, tornerei un secondo, Direttore, sulla maggiore flessibilità che noi abbiamo ottenuto in Europa per far fronte al caro energia. Perché voglio ricordare, a me stessa e non solamente a me stessa, che quando diversi mesi fa noi abbiamo posto il problema in Europa, in molti a livello nazionale e a livello europeo hanno detto che era una battaglia puramente simbolica che non ci avrebbe portato da nessuna parte, in alcuni casi addirittura che non era una priorità. Poi, come sappiamo, è diventata una risposta concreta, un'opportunità - citavo prima - per l'Italia ma anche per tutti gli altri Stati europei. Lo dico perché oggi registro che sono molti i colleghi che si stanno attivando per chiedere misure ulteriori sul fronte energia. Lo ha fatto la Francia, lo ha fatto la Repubblica Ceca, lo ha fatto oggi anche la Grecia. E lo dico per segnalare che l'Italia non aveva torto quando poneva il problema e che anzi aveva posto il problema per tempo. In ogni caso, dal mio punto di vista, si pone adesso una questione ulteriore. Noi abbiamo già posto in sede Ecofin la necessità di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Altri Stati membri stanno sostanzialmente andando nella stessa direzione. Lo dico anche per annunciare che intendo attivarmi nuovamente nei confronti della Commissione: sto scrivendo alla Presidente von der Leyen perché la questione venga trattata nella riunione Ecofin ché si terrà la prossima settimana in Lussemburgo e poi ovviamente al prossimo Consiglio europeo che è fra due settimane. Cioè, noi crediamo che a fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale, sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese. Quindi, sono molte le cose sulle quali l'Europa può dare molto di più una mano, Direttore, in un momento come quello che stiamo attraversando, e sono molti i fronti sui quali lavoriamo a livello europeo, anche insomma, con un'interlocuzione con i colleghi, che come si è visto appunto, con la maggiore flessibilità ci consente di portare a casa dei risultati. Chiaramente non è facilissimo perché sono molte le persone che bisogna mettere d'accordo, ma sono se non altro contenta del fatto che questioni che l'Italia ha posto per prima oggi siano condivise e poste anche da altri colleghi che si sono resi conto che ponevamo delle questioni che erano effettivamente prioritarie.
Direttore Papetti: Senta, la terza parola chiave di questo nostro incontro è futuro. Io le faccio una domanda molto semplice: cosa c'è nel futuro di Giorgio Meloni?
Presidente Meloni: Nel mio futuro attualmente c'è sempre la stessa cosa e cioè cercare di fare il massimo per la mia Nazione, onorare il mandato che gli italiani mi hanno dato, fino a quando gli italiani si fideranno di me e di noi. È alla fine sempre e solo questo che mi muove, cioè cercare di fare del mio meglio. Sono concentrata sul portare a termine il lavoro di questi cinque anni, nei quali abbiamo cercato di proteggere al meglio gli italiani, i cittadini, le famiglie, le imprese, i lavoratori, i loro risparmi, la loro sicurezza, in un mondo sempre più instabile in cui le minacce si moltiplicano. Il resto, sul futuro di Giorgia Meloni, Direttore, dipende, temo, dagli italiani e non da Giorgia Meloni.
Direttore Papetti: Va bene. Grazie mille, grazie per le sue parole, grazie per il tempo che ci ha voluto dedicare. Buon lavoro e buon futuro.
Presidente Meloni: Grazie a voi.
Lingua
Italiano
Tipologia Pagina: InterventoImmagine in Evidenza: Codice video Youtube: hZtvKYPrgywGalleria fotograficaTipologia intervento: Intervento
Sottotitoli in inglese: English
30/09/2026 18:15
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i Ministri dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, per le disabilità Alessandra Locatelli, e il Sottosegretario all’istruzione e al merito Paola Frassinetti hanno incontrato oggi, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, la delegazione del network di associazioni “Ditelo sui tetti” e quella del “Forum delle Associazioni familiari”, guidate dai rispettivi Presidenti, Domenico Menorello e Adriano Bordignon. Erano presenti anche rappresentanti dei Vicepresidenti del Consiglio e dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e della salute.
L’incontro, il quinto dal 2022, è stato l’occasione per fare il punto sulle misure adottate dal Governo per le famiglie, la natalità e le persone più fragili e per un confronto sui prossimi provvedimenti, a partire dal disegno di legge di bilancio per il 2027.
Il Sottosegretario Mantovano e i rappresentanti del Governo hanno ricordato che famiglia e natalità sono state fin dall’inizio tra le priorità dell’Esecutivo. In questi anni il Governo ha introdotto, tra l’altro, l’incremento dell’assegno unico universale, il bonus di mille euro per ogni nuovo nato, il bonus per le madri lavoratrici e la decontribuzione per le madri con più figli. Ha inoltre portato all’80 per cento della retribuzione l’indennità per tre mesi di congedo parentale e rafforzato il bonus asili nido. Tra le altre misure figurano la revisione dell’ISEE, che riduce il peso della prima casa e favorisce le famiglie numerose, detrazioni fiscali che tengono conto della composizione del nucleo familiare, la carta “Dedicata a te” per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, il contributo per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie e il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati. È all’esame del Parlamento il disegno di legge governativo sul riconoscimento e la tutela del caregiver familiare ed è stata avviata la riforma dell’assistenza agli anziani, che prevede la prestazione universale per i non autosufficienti. Sono state incrementate le risorse per le cure palliative, anche domiciliari, e per il contrasto alle dipendenze.
Le associazioni hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto fin qui dal Governo e hanno presentato le proprie proposte. In particolare, hanno chiesto il rafforzamento delle misure di sostegno alle giovani coppie, alle famiglie numerose e alla libertà di educazione, anche attraverso un’ulteriore revisione dell’ISEE. Hanno inoltre chiesto l’ampliamento della detassazione del welfare aziendale, la rapida approvazione del disegno di legge sui caregiver familiari, con particolare attenzione a quelli conviventi, l’estensione delle cure palliative ai malati non oncologici e al domicilio e la diffusione di modelli di assistenza continuativa per le persone con disabilità gravi.
Il Sottosegretario Mantovano e i rappresentanti del Governo hanno ringraziato le associazioni per il contributo di idee e per l’impegno quotidiano al servizio della persona e delle famiglie. Hanno assicurato che le proposte saranno valutate nella definizione della manovra, nei limiti delle risorse disponibili, e che il confronto proseguirà nelle prossime settimane. Infine, hanno sottolineato il valore della stabilità e della continuità dell’azione di governo e invitato le associazioni a rappresentare le proprie richieste anche agli altri soggetti istituzionali coinvolti nella definizione delle politiche fiscali, sanitarie e di welfare, sia a livello europeo sia a livello regionale e locale, al fine di rafforzare l’azione già portata avanti dal Governo in quelle sedi.
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Italiano
Fonte: Il Governo
Misure per le famiglie, i giovani e le persone fragili, incontro a Palazzo Chigi [FOTO]
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